Infortuni sul lavoro: a chi spetta il pagamento?

infortunio lavoro

Cadere vittima di un infortunio sul lavoro è spesso un momento angosciante e confuso. Oltre allo spavento, alle lesioni riportate, possono sopraggiungere molte preoccupazioni associate all’incidente e trovare informazioni affidabili può essere difficile.

In questa guida illustreremo come muoversi in caso di incidente e tutto quello che bisogna sapere per ottenere l’indennizzo assicurativo.

Come muoversi in caso di infortunio?

Il lavoratore infortunato deve dare immediata comunicazione al suo datore di lavoro, per poi sottoporsi alla visita presso il medico aziendale o, in alternativa, in ospedale.

Il dipendente dovrà ricevere un certificato medico che attesti il suo infortunio e le cure ricevute. Nel certificato medico vengono indicati diagnosi e giorni di inabilità al lavoro. Il medico provvederà poi a trasmettere tutta la documentazione all’INAIL in via telematica.

Anche il datore di lavoro, una volta ottenuti tutti i dati del certificato medico dal dipendente, dovrà comunicare o denunciare all’INAIL l’infortunio sul lavoro. Ha un tempo massimo di due giorni dalla data di comunicazione per assolvere agli obblighi previsti dall’INAIL.

Assicurazione INAIL: cosa copre?

Stando alla normativa italiana, per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini la morte della persona o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa. Si differenzia dalla malattia professionale poiché l’evento scatenante è improvviso e violento, mentre nel primo caso le cause sono lente e diluite nel tempo.

L’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro offre copertura sia per le prestazioni sanitaria che sotto forma di indennità per l’inabilità permanente o temporanea del lavoratore, e ai superstiti in caso di morte del lavoratore.

A partire dal 2000 l’INAIL copre anche l’infortunio in itinere, ovvero quello che si verifica durante il tragitto che il lavoratore fa per raggiungere il posto di lavoro oppure durante gli spostamenti a cui è tenuto in orario di lavoro.

L’infortunio sul lavoro viene indennizzato sia dal datore di lavoro che dall’INAIL. L’assicurazione INAIL, obbligatoria per tutti i datori di lavoro con dipendenti al proprio servizio, copre ogni incidente avvenuto per “causa violenta in occasione di lavoro”. Ecco in che modo vengono ripartite le retribuzioni:

– La retribuzione nei primi 4 giorni di infortunio spetta esclusivamente al datore di lavoro. Il giorno stesso dell’incidente viene inteso come giornata di lavoro a tutti gli effetti, e dunque retribuito al 100%, indipendentemente dall’orario in cui si è verificato l’infortunio. I restanti 3 giorni vengono risarciti al 60%, salvo diverse disposizioni contenute nei CCNL.

– Oltre il 4° giorno, e per l’intero periodo di assenza del lavoratore, è l’INAIL a erogare il pagamento. Fino al 90° giorno è prevista un’indennità pari al 60% della retribuzione giornaliera mentre, a partire dal 91° giorno, al dipendente spetta un’indennità pari al 75% della retribuzione giornaliera

Durante questo periodo, tutte le spese mediche, gli esami diagnostici e le terapie riabilitative sostenute dal lavoratore durante un infortunio purché preventivamente prescritte, sono interamente a carico dell’INAIL. Non vi è un limite di tempo massimo per la copertura assicurativa: l’INAIL paga l’indennità per tutto il tempo necessario per la riabilitazione. Un “limite” viene però posto da alcuni CCNL, secondo i quali dopo 180 giorni di astensione infatti il lavoratore non ha diritto a conservare il posto di lavoro.

Nel caso in cui l’infortunio abbia comportato danni permanenti, il lavoratore riceve dall’INAIL un indennizzo in capitale o in rendita, a seconda della gravità della menomazione. Se l’incidente comporta morte del lavoratore sul lavoro INAIL eroga una rendita o un contributo una tantum ai superstiti provvedendo anche all’elargizione dell’assegno funerario.

Va specificato, inoltre, che i lavoratori a cui è stato riconosciuto l’infortunio da parte dell’INAIL, non sono soggetti alla visita discale a domicilio. L’INAIL può tuttavia convocare il lavoratore per una visita di controllo presso i suoi ambulatori.

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