Un trust di ospedali pubblici cede gratuitamente a Google milioni di cartelle cliniche del periodo 2010-15. Senza un contratto. Senza una autorizzazione di ricerca dell’autorità di controllo. Senza il benestare dell’autorità per la protezione dei dati personali. Senza sapere cosa Google farà coi dati. E senza nessun tipo di accordo sul costo che gli ospedali dovranno sostenere per l’utilizzo delle applicazioni di diagnostica che potranno venire prodotte.

Succede oggi, in Gran Bretagna. Benvenuti alla nuova conquista coloniale, dove i selvaggi da spremere siamo noi.

Un nuovo episodio di dataKnightmare.

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