Si stanno moltiplicando gli appelli per una figura che sia il riferimento nel governo per le politiche del digitale.

Personalmente, non trovo né utile né necessario un ministro per Internet (o di un viceministro, o di un sottosegretario, o di un commesso, insomma, dateci qualcosa).

Per il semplice fatto che o Internet è percepita e affrontata come trasversale a qualsiasi altro ministero, o è inutile che stiamo a parlarne. Quello che serve è un governo di persone culturalmente competenti di digitale (ossia chi se ne importa se hanno “il twitter” o il profilo facebook” o meno): e siccome su questo, non ci siamo proprio, almeno risparmiamoci un contentino inutile, non abbiamo più cinque anni.

Detto questo, io sono convinto che questo governo di gerontocrati mentali, fermi culturalmente al fordismo e alle dinamiche economiche del ‘900 (con due o tre persone salvabili in posizioni di sicura innocuità), non farà nulla per il digitale, perché fa parte di quel mondo e di quella cultura che il digitale farà scomparire.

Lo stesso vale per questa intera classe politica, con l’eccezione di pochi competenti che servono da foglia di fico a quelli di cui sopra, e pesano in proporzione, e della nuova compagine di fulminati sulla via di Internet rappresentata dal M5S, dove la cialtroneria tecnologica di Casaleggio è pari alla inesperienza politica dei suoi eletti (che spero di veder evolvere presto).

Sarò felice di essere smentito, ma se siamo governati dai tacchini è inutile che ci aspetti di volare con le aquile.

Share This

Share This

Share this post with your friends!