La piccola ricerca di Marco sui finti follower (ne abbiamo parlato qui) sta riscuotendo molto interesse in giro per il mondo.

Io dico, sarebbe una bella vetrina per far vedere che in Italia il pensiero sui social media è più critico, articolato, analitico che nel resto del mondo. Insomma, per dire che se chiedono a noi, magari qualcosa di meno beota di Facebook lo si può anche fare.

Invece, la stiamo buttando in caciara, discutendo se e quanto il lavoro sia abbastanza “scientifico”:

  • dotcoma suggersice che ogni sospetto bot andrebbe verificato come tale
  • Andrea Di Maio dice che i criteri sono opinabili e il campione non significativo
  • Roberto Dadda spazza il campo con due dotte disquisizioni sul metodo scientifico.

Tutto in astratto impeccabile. Ma, secondo me, tutto fuori luogo.

Nel mondo reale ricerche di mercato (perché di questo in fondo si tratta):

  • non è possibile verificare che ogni potenziale bot-follower sia in effetti tale
  • in questo tipo di ricerca ogni criterio è opinabile e ogni campione non significativo.

Non solo la ricerca di Camisani, ma tutte le cosiddette scienze umane (per le quali ho poca simpatia metodologica, sia chiaro) non sopravviverebbero ai tre criteri qui sopra. Per il semplice fatto che il metodo scientifico non è direttamente applicabile a cose che scientifiche non sono.

Facciamo un po’ di chiarezza su alcuni fatti finora inconfutati:

  1. la compravendita di bot-follower esiste
  2. chiunque operi nel settore lo sa
  3. la ricerca di Camisani dice: “SE adotto questi criteri, ALLORA questi sono i risultati”

Aggiungiamo che parlando di 1) e 2) Camisani ha ottenuto più visibilità di chiunque altro; un po’ di invidia professionale è quindi comprensibile (di sicuro vorrei essere io nei suoi panni, visto che sostengo tesi anche più estreme) ma non giustificabile come strumento

A questo punto, le sole cose di cui mi interessa davvero discutere sono:

  1. i criteri di Camisani sono validi? (Si, Di Maio, è più plausibile che un umano usi uno smartphone e un bot usi un PC)
  2. quali altri criteri dovremmo adottare?
  3. interessa a qualcuno pensare a un sistema di validazione del seguito social? (ehi, Nielsen, ci senti?)
  4. le aziende vogliono parlare di Internet ROI o si accontentano dei numeri forniti dal marketing (che sarebbe parte in causa)?

Tutto qui, tutto molto semplice, tutto già visto:

  1. non ti fai molti amici scoprendo gli altarini delle agenzie
  2. le aziende preferiscono sentirsi dire quel che vogliono sentirsi dire anziché i fatti.

Lo so per esperienza, visto che da vent’anni predico Web Usability e Internet ROI.

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