Premessa: sono tempi in cui l’ottimismo da solo non basta, occorre la capacità di diventare consapevolmente shizofrenici:da un lato osservare la realtà per quello che è, dall’altro immaginare che sia possibile crearne un’altra, migliore, nonostante tutto attorno a noi attestiil contrario. Io faccio molta fatica a non abbandonarmi allo sconforto. Ma l’idea che davvero nulla cambi mai in questo Paese mi è insopportabile; resisto attaccandomi con ancora più furore ai cambiamenti che sono alla mia portata, contando che quelli più grandi siano una proprietà emergente del sistema.

Qualcosa sta succedendo. Piano, pianissimo. Ma anche nel ’64 il poeta scriveva:

Venite senatori, deputati
Ascoltate l’appello
Non state sulla porta
Non bloccate il corridoio
Perché chi si farà male
Sarà chi resta immobile
C’è una battaglia fuori che infuria
E scuoterà le finestre, e farà tremare i muri
Perché i tempi stanno cambiando.
(B. Dylan, The Times They Are A-Changin’)

e l’anno dopo

Perché qui sta succedendo qualcosa, ma tu non sai cosa; non è vero, Mr. Jones?
(B. Dylan, Ballad of a Thin man)

Poi per un nonnulla, come succede sempre, il mondo cambiò. A volte in meglio,  volte in peggio, ma il cambiamento è inevitabile.

Perciò a forza di insistere, anche la peggior classe dirigente del mondo dovrà crollare.

In tempi come questi, una persona come Quintarelli alla guida dell’AGCOM può essere un altro elemento catalizzatore. Ma non sarà facile.

Diranno che sa poco o nulla di TV. Ma anche gli allevatori di cavalli da tiro sono sottorappresentati al Ministero dei Trasporti.

Diranno “giovane sì, però un po’ di esperienza in più non guasterebbe”. Ma alla sua età loro pensavano già alla prima pensione.

Diranno “ottimo tecnico, però la posizione richiede visione d’insieme squisitamente politica”. Ma non sta agli analfabeti dirti cosa puoi o devi leggere.

Diranno che serve una candidatura condivisa. Ma condivisa solo fra di loro, come sempre.

Diranno che occorre garantire un futuro a tutti i player. Ma libero mercato è garantire eguali possibilità di accesso, mentre garantire eguali risultati è economia controllata: questi confondono il mondo con le proprie carriere.

Diranno che “l’importanza dell’editoria richiede…”. Ma l’editoria tradizionale è stata superata dalla storia, e solo le loro mammelle pubbliche hanno permesso a editori imbelli di sopravvivere senza accorgersene.

Diranno che occorre ristabilire il primato della politica. Ma politica è rispondere ai problemi, non trasformarli in un mercato delle vacche.

Diranno qualsiasi cosa per tenerlo fuori, sono gente che non ha avuto vergogna a negare a Falcone e Caselli la Procura nazionale Antimafia.

Ma stavolta il ridicolo cui si esporranno stavolta potrebbe essere la prova definitiva che non rappresentano più altri che se stessi, i propri interessi e i propri clientes.

E forse una risata li seppellirà.

NB: cosa puoi fare tu? Puoi firmare la petizione. Puoi fare like sulla pagina. Puoi far girare la voce. Puoi pestare i piedi. Puoi seguire come va la cosa, e tirare le tue conclusioni.

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