bolla di sapone che scoppia

...pof!

Diciamolo finché c’è ancora tempo: l’attuale concetto di social è ed è sempre stato una bufala, una bella trovata di marketing utile a sfruttare i meccanismi dello “show business” in tutte le altre professioni (per un po’, poi molti si accorgono che non tutti i lavori sono social media strategist). E con lei una visione “always on” totalmente asservita ai bisogni e ai tempi pubblicitari, non male come superamento dei media mainstream.

Ma se proprio Twitter, il prototipo della globalità vissuta “mentre sta succedendo” (ma per interposta persona), il paradigma di una società che ha eletto la sindrome da deficit di attenzione ad asset sociale e professionale, non trova di meglio che affidarsi a una newsletter vuol dire che questa “rivoluzione” sta già mostrando la corda.

Sono trascorse trenta ore dalla quotazione (deludente, ma piazzata astutamente di venerdì) di Facebook, e già la socialbolla comincia a dare segni di instabilità. Barateve in casa.

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