Agenda Digitale, così giovane e già una storia:

  1. il 14 aprile, sabato, aveva aperto le danze Stefano Quintarelli quando il sito, appena annunciato, era non raggiungibile
  2. aveva subito commentato Stefano Bagnara che l’immagine-menu era un collage di 6 immagini per un totale di 1,8MB (appena tantino per un grafico monocromatico).
  3. il 15 aprile, domenica, Quintarelli era tornato sull’argomento dietro imbeccata di Marco Camisani Calzolari, per una storia di link che non funzionavano.
  4. a un certo punto nella sera del 15 la discussione in Facebook ha incluso Roberto Scano, che partecipa alla cabina di regia in qualità di esperto per il MIUR di competenze digitali
  5. il 16 mattina, lunedì, entravo nella discussione con la mia tradizionale diplomazia, dicendo che se il buongiorno si vede dal mattino, una nuova Italia.it era alle porte
  6. il 18, mercoledì, c’è stata, a Roma, la riunone della cabina di regia, presente Scano che, come direbbero al ministero, “si è fatto portatore dell’istanza”; aggiungerei “vivacemente”, visto che da sabato aveva iniziato a tempestare chi di dovere di mail e telefonate
  7. oggi, giovedì 19 aprile, il sito di Italia.it Agenda-digitale.it presenta gli stessi identici problemi (i principali elencati qui), oltre ovviamente al fatto che il modulo per la consultazione invita attivamente all’abbandono per la propria cervelloticità e ostilità all’utente.

In pratica, sono passati sei giorni e non è successo nulla. E, con l’eccezione del modulo online, stiamo parlando di modifiche che richiedevano, alla peggio, venti minuti di uno stagista.

Il colmo, però, è il commento di Roberto all’uscita della riunione:

"...poche possibilità visto che gestiscono tutto inhouse"

il che dice tutto.

Se questo è il tipo di gestione (o di governance) di quella “cabina di regia” che si propone di portare l’Italia fuori dal medioevo digitale siamo messi bene.

L’ombra di italia.it si allunga…

 

 

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