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Stai sereno e bada a fare: il decalogo per smettere di sabotarsi

2012 aprile 13

Leggo di un tizio che si è inventato un servizio Web per quelli che leggono e confrontano le etichette dei prodotti. Diavolo, io lo faccio da almeno vent’anni e mica mi era mai venuto in mente di farne un servizio Web. Rodimento.

Bazzico su Facebook e scopro una cosa curiosa: un mio amico che lavora in Sardegna mi mette al corrente che a Milano un’azienda della mia regione spende in tematiche vicine a quelle che propongo io. Rodimento bis.

Altre volte mi rodo perché so (!) che una cosa non vale nemmeno la pena di tentarla, tanto…

Ora, rodersi è una reazione comprensibile (homo sum, nihil umani…) ma improduttiva quanto diffusa. Il problema è che il rodimento è un comportamento limitante, sabotante. Tecnicamente parlando, è un comportamento passivo-aggressivo, che dirige le nostre energie contro noi stessi anziché nel mondo, dove invece potrebbero  creare qualcosa.

Il rodimento porta depressione che porta minore intraprendenza che porta minori risultati che significa stare a guardare i risultati degli altri. Un circolo vizioso che bisogna spezzare.

Non c’è bisogno di trasformarsi in entusiastoni alla “se ci provi ci riesci” e altre ricette sicure per il successo di chi le vende ai gonzi.

Si può tranquillamente accettare il fatto che noi possiamo solo tentare, il successo è in mano al Fato e al Caso. Ciò non toglie che se non facciamo la nostra parte, nemmeno gli dei faranno la loro.

Se riusciamo a riconoscere che non esiste certezza del successo, allora possiamo anche accettare il fatto che, ci piaccia o no, che ce ne sentiamo parte o no, viviamo in una società iperconnessa, dove

conta di più chi ti conosce di chi conosci tu

come dice in Wisława Szymborska (in Scrivere un curriculum). Il mondo adesso è fatto così, e pretendere che funzioni in modo diverso è come pretendere che la forza di gravità diminuisca perché non ci piace il numero che segna la bilancia.

Da qui, ecco dieci ragioni per smetterla di rodersi e passare all’azione (o, se vogliamo, per misurarsi sui risultati e non sui sogni).

  1. Stai Sereno E Bada A Fare - un motto per smettere di autolimitarsi La tua idea è già in altre cento teste, come minimo. Vale chi la tira fuori per primo.
    Forse la tua idea è geniale, forse no. Ma è meglio arrivare primi che essere migliori.
  2. Meglio un’idea mediocre sul mercato che una perfetta nel cassetto.
    Trovare un difetto da migliorare, anche in quel che fai tu, è la cosa più semplice del mondo; e tu lo sai.
  3. Meglio giocare una partita qualsiasi che restare a casa con la palla.
    Perché la partità ci sarà comunque, anche senza di te.
  4. Alla fine conta quello che fai, non quante volte ci provi.
    Gli “esordienti fortunati” fanno più notizia perché c’è meno da documentarsi.
  5. Quello che avresti potuto fare non conta.
    La fantasia è sempre superiore alla realtà, tranne per un difetto: non esiste.
  6. La fortuna arride solo a chi ci prova.
    La scelta tra fare e non fare è solo tua, non giocare a scaricabarile.
  7. La tua non è disillusione. È orgoglio.
    Non puoi sapere come andrà a finire. Ma fare è fatica, mentre lamentarsi non costa nulla.
  8. Se non provi per paura di fallire, hai già fallito.
  9. Non sei stato derubato, è solo invidia.
    Se l’idea ce l’avevi, cosa ti costava parlarne?
  10. Ci sono più idee che vita. Pensa a lasciare la tua firma.
    La depressione è inutile. La rabbia è creatrice.

E tu, ne hai altre, di ragioni?

Nota

Quello nel poster (è libero, se ti piace fallo girare) è Ganesh, divinità indù noto anche come Signore del Buon Auspicio ma anche Signore degli Ostacoli. Il suo dharma, o ruolo nel mondo, è tanto quello di porre gli ostacoli quanto di rimuoverli. Al di là di qualsiasi valenza religiosa, mi sembra un ottimo esempio di come funziona il mondo…

3 Risposte Post a comment
  1. Caterina permalink
    maggio 8, 2012

    Sono d’accordo su tutto, tranne che sul primo punto! Purtroppo la corsa all’arrivare primi mi sembra abbia un po’ rovinato, appunto, la “qualità” dei prodotti che ci sono oggi sul mercato; lo trovo un fatto piuttosto grave, soprattutto date le potenzialità di riuscita che ci sono attualmente. Forse ho inteso male; resta comunque il fatto che passare all’azione è di fondamentale importanza se si vuole riuscire, ma fondamentale è anche riuscire bene.

    • Walter permalink
      maggio 8, 2012

      ciao Caterina,
      il primo punto è uno dei più duri da mandare giù. O almeno questa è la mia esperienza.
      Alla fine tutto si riassume in questo: il primo può riuscire, ed eventualmente può poi prendersi il tempo per riuscire bene. Il secondo resta sempre solo il secondo.

      Quanto alla qualità, il mercato accetta quel che accetta. E nessuno ha mai detto che il mercato fosse un fine intenditore.

      Grazie,
      W

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