Occhio alla socialbolla…

A volte mi capita di arrivare un po’ in anticipo. Improvvisamente, sembra che parlare di bolla riguardo ai cosiddetti “social network” stia diventando una moda.

Ma forse sono il solito prevenuto che non ha ancora capito le meraviglie del mercato. Dev’essere così, perché io un miliardo di dollari di valore in un’app la cui sola qualità è di essere di moda non li vedo. Anche perché, con nemmeno trenta milioni di utenti, significa pagarli più di trenta dollari a testa. Un signor prezzo, se si considera che nessuno dice come possano rientrare quei soldi. (Verrebbe da dire che se posso pagare le persone trenta dollari a testa per usare un servizio gratuito, li trovo anch’io trenta milioni di utenti.)

Si potrebbe anche discutere di come possa Facebook valerne cento, di miliardi di dollari. O con quale senso Apple possa essere capitalizzata per 600 miliardi di dollari, con due-prodotti-due.

Io credo due cose:

  1. questi comportamenti attengono alla psicologia (quando non alla psichiatria), non hanno nulla a che vedere con la tecnologia né con la costruzione del futuro
  2. il valore non c’entra: si tratta solo di campagne di marketing a uso e consumo delle Borse. Che quando tirano, fanno guadagnare qualcun altro. E quando crollano sono problemi nostri.
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