Leadership Secrets of Santa ClausSul ilfattoquotidiano.it, Giampaolo Colletti torna sull’eccessivo carico di email in ufficio. Lo fa chiedendosi “E se provassimo a disconnetterci?

Un paio di mesi fa ci eravamo già detti (qui e qui) che è un bello slogan che non porta a nulla, la tipica cosa che fa fico e non impegna: il che naturalmente lo rende pane per AD dediti alla vendita di fumo e per i media, online e non. E quindi eccolo che ritorna.

Chi legge questo blog è già d’accordo conme. Gli altri non verranno mai. Allora tanto vale divertirsi…

Sì, stare un giorno senza mail è mostruosamente utile! Ti cambia la vita! Aggungiamolo quindi alla lista di maipiusenza aziendali:

  • il cenone aziendale di Natale “perché siamo una grande famiglia”
  • il mazzetto di mimose l’8 marzo (dall’azienda che ti ha fatto firmare le dimissioni in bianco)
  • il corso di PNL “per venditore di successo” (in aziende dove non c’è l’ombra di processi o di accountability)
  • la leadership da libri come “Leader come Gesù” e “I segreti di leadership di Attila l’Unno” (anche in versione Colin Powell, Babbo Natale e ex-Navy SEAL)
  • il teambuilding in canoa nel weekend (poi il lunedì tutti in ufficio a ritirarsi coltelli nella schiena)
  • i “mission statement” alla Great Place to Work  (dell’azienda che ti rifiuta il telelavoro “perché poi chi ci dice che non perdi tempo”)
  • gli iPad ai top manager “per essere più produttivi”
  • la privacy aziendale “è solo una tassa occulta” (finché non ne hai bisogno)
  • per ridurre le spese aziendali, ognuno si paghi le sue cialde del caffè (e tutta la categoria “risparmiamo sulla carta igienica”).

Come sempre, si fa più fatturato a vendere qualsiasi idiozia che non richieda nessun reale coinvolgimento a livello personale e nessuna reale messa in discussione dell’esistente. Un po’ come quelli “attenti all’immagine” che dimostrano 15 anni di più a forza di lampade, oppure si vestono come dei derelitti da talk show. O come quelli che “…ma il caffè lo prendo col dolcificante”, solo su scala aziendale.

Ognuno, privatamente, è libero di curarsi delle minuzie e trascurare i problemi importanti (“Penny wise and pound foolish” dicono gli inglesi). Ma quando questa dabbenaggine diventa pratica di gestione il problema non è più personale, perché è l’intera azienda che ne risentirà.

Nel caso della mail, e più in generale degli strumenti informatici, non ci sono alternative a un’utenza competente.

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