Skip to content

Un informatico fa la differenza

2011 ottobre 28

La tecnologia promette una società dell’informazione e della conoscenza che l’informatica realizza in una forma reale.

Se volessimo prafrasare quel cervello di Feynman, potremmo perfino dire che:

l’informatica sta alla tecnologia come il sesso alla masturbazione.

Guardate cosa intendo; questo succede copiando del testo sul sito del Sole 24Ore:

Copia Creative Commons da "Il Sole24ore"

e il risultato è:

Nei tre mesi conclusi a settembre sono stati venduti 17,1 milioni di iPhone, il 21% in più rispetto all’anno precedente, ma il 16% in meno rispetto al terzo trimestre (secondo la società il calo è dovuto anche al fatto che circolavano insistenti voci sull’arrivo del nuovo modello).
ALCUNI DIRITTI RISERVATI (CC BY-NC-SA)

Innovativo? No. Tecnologicamente all’avanguardia? No. In effetti si tratta di una cosa molto semplice che ha richiesto più tempo all’Ufficio Legale che agli sviluppatori. Semplicemente, nessuno ci aveva mai pensato (in quell’azienda).

Cosa ci trovo di speciale? Che tre mesi dopo che un Informatico (vedi il suo blog) ha messo piede nella stanza dei bottoni (Direttore Area Digitale di Gruppo at Il Sole 24 Ore, dice il suo profilo LinkedIn), uno dei principali gruppi editoriali italiani ha scoperto quello che anni di convegni inutili e leggi inutili “in difesa del diritto d’autore” e folle oceaniche di “social media strategist” (la seconda principale occupazione italica dopo il CT della Nazionale) avevano bellamente ignorato:

  1. le regole si devono interpretare nel contesto, non in astratto
  2. il problema è culturale, non tecnologico

La mia grande speranza è che un esempio così incontrovertibile sia l’ultima parola su due questioni fondamentali:

  1. gli informatici si occupano di problemi, non di macchine (il computer come mezzo, non fine)
  2. il diritto d’autore non ha bisogno di nessuna “difesa”: è l’industria dell’editoria che deve entrare in questo secolo.

Continua così, Stefano!

PS
non c’era esempio migliore per tutti i partecipanti al mio workshop di domani

Non ci sono post correlati.

Articoli correlati elaborati dal plugin Yet Another Related Posts.

5 Risposte Post a comment
  1. ottobre 29, 2011

    Speriamo bene. Intanto nella lettera all’UE dove si dovrebbero definire iniziative strutturali per lo sviluppo di un paese, non vi e’ un solo cenno a favore dell’economia digitale, qualcosa che diverse ricerche valutano potrebbe valere il 4% del PIL.
    Senza contare gli 800 milioni per la banda larga fumati per altre ragioni.
    Come dire che l’indutria dell’editoria puo’ rimanere nel secolo in cui e’ ancora per un po’, nel frattempo noi pedaliamo con la bicicletta mentre gli altri viaggiano tutti con lo scooter.

    • Walter permalink
      novembre 8, 2011

      ciao Pierluigi, scusa il ritardo.
      io vedo un problema prima degli altri: l’incapacità della nostra classe dirigente, politica e imprenditoriale.
      Se sei ancora fermo al concetto di fabbrica, dell’economia digitale te ne strapippi.

      Ci siamo giocati una generazione.
      Per non giocarsene anche un’altra occorrerà liberare più di una sedia sola…

  2. novembre 6, 2011

    Visto molte cose interessanti..

    Vi guarderò volentieri..

    Gianni degli Antoni

    Informatico in pensione attiva..

    • Walter permalink
      novembre 8, 2011

      ciao maestro!
      Bello, risentirti dopo tanto tempo. Quando dieci anni fa costruivamo mondi non pensavamo che saremmo stati superati da un universo dove ognuno fa da megafono a se stesso…

Trackbacks & Pingbacks

  1. Un informatico fa la differenza « Note in rete

Lascia un commento

Note: You may use basic HTML in your comments. Your email address will not be published.

Iscriviti al feed dei commenti via RSS

Opt out of 'Thank You' e-mails..